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Lotteria per la vita!

Alì è il fratellino di Mohammed, il nostro piccolo Mohammed, che qui vedete in foto con la sua mamma e poi con Arianna Martini.

E’ nato l’1 agosto 2015 nel campo profughi turco in cui viveva tutta la famiglia. I medici turchi che lo hanno visitato e il pediatra che ci segue in ogni missione hanno diagnosticato una idrocefalia con compromissione delle funzioni neurologiche e psicomotorie, dovuta a carenza di vitamina B12 e da alcuni mesi non riesce più a stare seduto.

Occorre sottoporlo a una derivazione ventricolo-peritoneale o atriale, intervento neurochirurgico non fattibile in Turchia a causa del suo status di profugo.

Ci è stato confermato alcuni giorni fa che un’importantissima e conosciuta struttura pediatrica italiana si farà carico dell’intervento e della degenza di mamma e figlio e che una grande onlus italiana si potrà far carico degli altri 4 figli che non possono essere lasciati al campo e delle pratiche di ricongiungimento con Mohammed e il padre….

Ecco che quindi oggi lanciamo una raccolta fondi per riuscire a sostenere le spese per portare il piccolo Alì, la sua mamma e i suoi fratelli in Italia: oggi lanciamo la Lotteria per la vita.

Partecipare è molto semplice e ve lo spieghiamo in 3 passi

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Inizia la scuola!

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Accade che due anni fa si trovi un bambino molto malato in un campo profughi lungo il confine turco siriano.
Accade che i medici che lo hanno in cura gli diano poche speranze di vita.
Accade che ci si attivi per cercare di curarlo e salvargli la vita.
Accade che grazie all’aiuto dei sostenitori di #supportsyrianchildren e di persone di buona volontà si riesca finalmente a portarlo in Italia insieme al padre per cure mediche.
Accade che il coraggioso bambino debba, però, lasciare al campo la sua mamma e tutti i suoi fratelli.

Accade che il bambino venga operato, che si rimetta parzialmente perché la sua patologia è lunga da curare.
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Reportage della missione di luglio 2016

Ecco una breve testimonianza della missione di luglio 2016, appena conclusa, nei campi profughi, dove i nostri volontari si sono appena recati.

Segnaliamo la distribuzione alimentare, la distribuzione di cancelleria e il ‘gemellaggio’ con alcuni bambini di una scuola calabrese che hanno mandato disegni e messaggi ai loro coetanei meno fortunati.

Distribuzione Alimentare

150 pacchi distribuiti nei tre campi: in ogni pacco dentro c’erano farina, zucchero, olio, legumi, biscotti, pasta, riso. E tanto tanto desiderio di comunicare interesse e far capire che non sono così abbandonati e dimenticati da tutti.
Questo abbiamo portato nella missione in Turchia, che si è appena conclusa in questo inizio di luglio 2016.

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Maiar, la bimba del cuore

Nel corso della missione appena conclusasi (ottobre 2015), i nostri volontari insieme al dottor Marino Andolina si sono recati a fare visita alla piccola Maiar, la nostra “bimba del cuore”.

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Ora vive a Kilis con la sua famiglia, dove è riuscita a trasferirsi dall’inferno del campo profughi di Bab al Salam.  La chiamiamo così perché la piccola è gravemente malata di cuore, e sembrava fosse prossima una sua operazione a Istanbul, ma in realtà le ultime notizie apprese direttamente dalla famiglia non sono buone: il percorso di cura non è stato ancora iniziato, all’ospedale di Istanbul sono stati fatti solo alcuni esami: a giudizio del medico, senza un trapianto di cuore la piccola non resisterà più di un anno.

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Io sto con Mohammed, e tu?

Questo bambino é Mohammed, così come lo abbiamo visto quando che lo abbiamo incontrato, in un campo profughi, con una pancia enorme gonfia di liquido a causa di una grave malattia.

Mohammed

Mohammed ha vissuto in queste condizioni al campo ed ora, grazie al contributo di alcuni sostenitori, siamo riusciti a farlo trasferire con la famiglia in un piccolo alloggio vicino ad un ospedale. Mohammed deve assolutamente essere seguito in ospedale e va effettuato in breve tempo un delicato intervento chirurgico per sperare di poterlo salvare.

Se tutto questo non si realizzerà gli enormi sforzi fatti fino ad ora per lui diventeranno completamente inutili.

Siamo ad un punto decisivo: vi chiediamo di aiutarci adesso e ancora, perché se riusciamo a sostenerlo economicamente, Mohammed potrà abitare fuori dal campo e potrà continuare il trattamento salvavita.

In caso contrario è certo che NON sopravviverà.

Chi ci sta ad aiutarlo invece potrà dire “Questo bambino é vivo anche GRAZIE A ME“.








Grazie a chiunque potrà condividere con noi questo impegno!

Possiamo fornire in privato informazioni più dettagliate, scrivendo a  info@supportsyrianchildren.org.