Reportage della missione di luglio 2016

Ecco una breve testimonianza della missione di luglio 2016, appena conclusa, nei campi profughi, dove i nostri volontari si sono appena recati.

Segnaliamo la distribuzione alimentare, la distribuzione di cancelleria e il ‘gemellaggio’ con alcuni bambini di una scuola calabrese che hanno mandato disegni e messaggi ai loro coetanei meno fortunati.

Distribuzione Alimentare

150 pacchi distribuiti nei tre campi: in ogni pacco dentro c’erano farina, zucchero, olio, legumi, biscotti, pasta, riso. E tanto tanto desiderio di comunicare interesse e far capire che non sono così abbandonati e dimenticati da tutti.
Questo abbiamo portato nella missione in Turchia, che si è appena conclusa in questo inizio di luglio 2016.

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Mohammed, piccolo Mohammed

Ecco qui il piccolo Mohammed in Italia, una giornata fuori dall’ospedale.

Poco importa se la strada è ancora tutta in salita, se dovrà sottoporsi ad altri interventi, se lui e il papà non vedono il resto della famiglia rimasta al campo da quasi 3 mesi, se si comunica con difficoltà e tra dieta ferrea, cateteri, medicine e siringhe è sempre un gran traffico..

Piccolo, grande, coraggioso Mohammed, stiamo tutti ancora con te al tuo fianco!

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Inaugurazione della Bridge of Peace School

Nel campo di Al Waleed 130 bambini hanno scoperto, grazie a‪ #‎bridgeofpeacesyria‬ e ‪#‎supportsyrianchildren‬, cosa sia una scuola, varcando il cancello della Bridge of Peace School e passando sotto un bellissimo arcobaleno.

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Questo è solo l’inizio della seconda fase del progetto della scuola che Support Syrian Children sta realizzando in collaborazione con Bridge of Peace-Syria.

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L’inaugurazione della struttura scolastica è stata preceduta dall’inizio delle attività ludiche nel parco attrezzato antistante l’ingresso.

Grazie a tutti quelli che hanno contribuito fin qui alla realizzazione di questa scuola, il nostro impegno continua nel sostenerla mensilmente, a supporto delle spese di gestione ordinarie e straordinarie per insegnanti e materiale scolastico.

 

Diario dal campo – Distibuzioni – Missione aprile 2016

Eccoci di ritorno dalla missione di aprile 2016, in cui abbiamo realizzato una nuova distribuzione ai campi profughi che seguiamo in Turchia, lungo il confine siriano.

Anche questa volta 160 famiglie circa hanno ricevuto un pacco alimentare. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla generosa donazione della parrocchia della Madonna Incoronata di Padova presso cui è stato realizzato un banchetto dai nostri volontari in data 20/21 febbraio 2016.

Ancora piedi nudi che un tempo calzavano delle scarpe, guance bruciate dal sole, capelli che non vedono una doccia da troppo tempo…e poi i bambini, sempre tanti, sempre troppi…ma ancora sorrisi, e solidarietà, e non dimenticare, e azione concrete.

Grazie, grazie di cuore per avere reso possibile tutto questo.

 

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Nuova vita per Mohammed, il piccolo grande Mohammed

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Aeroporto di Venezia, aprile 2016.

Sappiamo che la foto non è a fuoco ma poco importa che la mano non volesse saperla di smettere di tremare: da 6 mesi ABBIAMO invece ben a fuoco obiettivi e soprattutto cuore, forza d’animo e coraggio.
Questa foto sfocata è la prima foto che ritrae Mohammed e il presidente di SSCh, Arianna Martini, all’aeroporto di Venezia:, appena sbarcati da un aereo di linea proveniente da Instambul: Mohammed, il nostro Mohammed, il ragazzino siriano che rischiava di morire nel campo profughi in Turchia a causa del peggioramento di una grave malattia è arrivato in Italia, in questa foto da pochi minuti.

Il comitato Support Syrian Children, piccolo gruppo di volontari, è riuscito nell’impresa titanica di portarlo in Italia per iniziare un necessario e ormai improcrastinabile percorso di cure.

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Avevamo capito già a ottobre 2015 che la situazione di Mohammed si stava aggravando e abbiamo deciso di iniziare la trafila burocratica per riuscire a portarlo in Italia e cercare di curare la sua malattia, accompagnato dal padre, mentre la mamma e i suoi 5 fratelli sono rimasti al campo, in Turchia, dove tornerà anche lui una volta guarito.
Siamo riusciti in un’impresa straordinaria e questo grazie a tante persone che ci sentiamo di dovere ringraziare proprio ora che in Italia il piccolo sta per iniziare la nuova battaglia per la sua guarigione.
Grazie alla dott.ssa Federica Iezzi, che, insieme a noi, con una sua foto in mano, ci ha aiutato a cercarlo in quell’immenso campo profughi lungo il confine turco siriano nell’ottobre 2014.
Grazie ai due medici italiani che ci accompagnano durante le missioni e che vogliono restare anonimi.
Grazie al personale di IOM (International Organization for Migration) in Turchia ed in particolare grazie al sig. Nour di IOM che ha conosciuto Mohammed proprio nel campo profughi constatando la gravità della malattia e l’incompatibilità della stessa con una vita in tenda e condizioni igieniche approssimative e che ci ha aiutato nel percorso ad ostacoli per ottenere i documenti necessari per l’espatrio.
Grazie al personale medico dell’ospedale di Adana che ha prestato a Mohammed le prime cure mediche e fornito medicine e strumentazioni.
Grazie al personale del Consolato italiano di Smirne/Izmir per averci assistito con grande pazienza, gentilezza e professionalità nella pratica della concessione del visto per cure mediche.
Grazie al personale del Consolato siriano di Istanbul per la concessione del passaporto.
Grazie alle autorità turche per aver concesso la travel permission, a seguito del visto per cure mediche rilasciato dal consolato italiano.
Grazie alla struttura pediatrica di eccellenza, che per ragioni di privacy preferiamo non citare, che eseguirà l’intervento su Mohammed.
Grazie alle due Onlus che si faranno carico del costo dell’intervento e della degenza.
Grazie al portavoce Unicef Italia dott. Andrea Iacomini, a conoscenza del nostro progetto fin dall’inizio e che ci ha promesso andrà a trovare presto Mohammed in ospedale.
Grazie al Comitato Mahmud e in particolare Elisabetta Vittone che ci hanno aiutato anche economicamente per le tante spese sostenute.
Grazie ai nostri figli, alle nostre mogli, ai nostri mariti, alle nostre compagne, ai nostri compagni, ai nostri genitori e amici tutti che a volte trascuriamo perchè intenti a far partire un progetto, a inviare mail, a scrivere lettere e fare telefonate, a sistemare documenti, a rispondere a messaggi di sostenitori e contatti importanti…
In questi sei mesi ci siamo sentiti dire che non era per tutti la realizzazione di una cosa del genere, facendo tutti i passi necessari a norma di legge, che sarebbe stato complicatissimo per un gruppo così piccolo, che non ce l’avremmo mai fatta, che con tutti i bambini malati in Italia era da esibizionisti concentrare le energie su un bambino siriano che forse non sarebbe sopravvissuto.
Del resto chi lo aveva trovato prima di noi lo aveva abbandonato al suo destino di morte, all’inizio sfruttando comunque la sua immagine, il suo dolore e la sua sofferenza per ottenerne in cambio solo visibilità.
Abbiamo avuto a che fare con persone che ci avevano promesso aiuti concreti, contatti, visibilità per la nostra causa e che poi hanno fatto poco o nulla, così come persone che, pur non sapendo come aiutare, sono riuscite a fare molto.
Anche a tutti coloro che hanno parlato, che hanno taciuto, che hanno straparlato, che hanno strataciuto, che hanno promesso e poi non mantenuto, che hanno agito senza parlare, a tutti coloro diciamo grazie! Senza di loro sarebbe stato tutto troppo facile…
Infine che dire?
Un grazie immenso a tutti voi che ci date fiducia e sostegno, ai bonifici da 5€ con causale “cateteri per Mohammed”, alle richieste in privato di informazioni sulla sua salute, al supporto quando siamo stati in difficoltà, a qualche tshirt di “taglia abbondante” causa pancia gonfia del nostro amico:
a tutti il nostro GRAZIE immenso e la nostra infinita riconoscenza!

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